top of page
195631501-cf6d367b-d2f5-4b69-982a-0513a582263a.jpg

Stefania Sandrelli

(In produzione, Stefano Consiglio)

Stefania Sandrelli è un’icona del cinema italiano dell’ultimo mezzo secolo e passa. Una carriera lunga sessant’anni che continua a tutt’oggi in cui ha interpretato oltre 100 film e una trentina di serie televisive. Scorrendo la sua lunghissima filmografia, ci si rende conto che i personaggi a cui ha dato vita Stefania Sandrelli riflettono come in uno specchio la vita e il vissuto delle donne (sotto diverse sfaccettature) nel nostro paese. I suoi personaggi messi in fila ci raccontano l’evoluzione del ruolo della donna nella società italiana degli ultimi cinquant’anni e passa. Stefania Sandrelli è stata la protagonista di storie di donne che hanno raccontato, quando addirittura non anticipano, i cambiamenti sociali e culturali che hanno reso il nostro paese più moderno ed emancipato. Stefania Sandrelli ha attraversato molti generi e sottogeneri cinematografici: dal film drammatico alla commedia all’italiana, dal melò al grottesco, dal cinema erotico al cinema storico, dal noir al cinema civile, fino ai cinepanettoni e poi alle serie televisive di cui è stata un’antesignana.

Stefania Sandrelli.avif

Lasciateci perdere

(2025, Niccolò Ferrero)

Un gruppo di giocatori di calcio non vedenti sul poster del documentario 'Lasciateci Perdere' di <Niccolò Ferrero

Undici ragazzi ciechi e una passione in comune: il calcio. Sono i giocatori della Nazionale italiana non vedenti che per la prima volta nella storia del nostro Paese partecipano ai mondiali in Inghilterra. Il loro obiettivo è arrivare tra le prime cinque squadre del torneo per qualificarsi direttamente alle Paralimpiadi. “Lasciateci Perdere” è un documentario che intende affrontare la vita dentro e fuori dal campo di un gruppo di non vedenti. Ragazzi che praticano con passione e determinazione qualcosa che sembra irrealizzabile agli occhi di chi vede. Il calcio, invece, diventa per i nostri giocatori strumento di crescita e ragione di vita. La narrazione ruota attorno all’aspetto sportivo che si fonde con quello umano senza indugiare in inutili pietismi. Puntando piuttosto sull’autoironia degli stessi giocatori. Il documentario mette in luce aspirazioni e timori di un gruppo eccezionale chiamato a spingersi oltre i propri limiti, ma sempre con leggerezza.

Con: Sebastiano Gravina, Maurizio De Silvestro, Bryan Ramirez, Matteo Bonavolontà, Jacopo Lilli, Giacomo Cerri, Giovanni Avallone, Andrea Chiellini, Michele Pugliese, Giancarlo Bruni, Damiano Giunta, Luigi Gatta, Shadia Lupetti, Giovanni Morgana, Paul Iyobo, Giancarlo Saraudi, Nicola Mauro, Danilot Carrubba, Massimo D'Attolico, Riccardo Locatelli, Francesco Cavallotto, Emiliano Del Duca, Valerio Arancio Febbo, Aldo Grauso, Vito Di Blasio.

Corpi liberi

(2021, Fabiomassimo Lozzi)

Maggio 2018: 50 anni dopo il ’68, un evento eccezionale ha luogo nella più grande università europea: Prisma collettivo studentesco LGBTQIA+ della Sapienza organizza il primo Pride universitario. La lotta al patriarcato si fonde con quella anticapitalista nel loro comunismo queer. Come Greta Thunberg, gli studenti di Prisma fanno parte di una generazione che esige sempre più ad alta voce un radicale cambiamento della nostra società.

Con: Susanna Chiulli, Benedetta Previdi, Elisa Ragogna, Riccardo Russo, Riccardo Sala, Thomas Clist, Andrea Ciuffarella, Giovanna Massaro, Diego Corridori, Luna D'Andrea, Federico Dell'Aversano, Margherita Puca, Mattia Scandolo, Tommaso Tozzi, Tutt@ le attivist@ di Prisma Collettivo LGBTQIA+ Sapienza.

Locandina documentario "Corpi liberi" di Fabiomassimo Lozzi
Locandina documentario "TuttInsieme" di Marco Simon Puccioni

TuttInsieme

(2020, Marco Simon Puccioni)

Il dialogo intimo tra due padri che ripercorrono gli ultimi quattro anni della crescita dei loro gemelli. Ricordano come i loro figli hanno elaborato, in diverse età, vivere in una famiglia con due padri, rispondendo alle domande dei loro compagni sulla madre o giocando sui nomi e sui ruoli. Rivivono il clima di forte contrapposizione in cui Monica Cirinnà è riuscita a dare all’Italia una legge sulle unioni civili. Coltivano la relazione calda e affettuosa con le famiglie americane della “dede” e della “dona” che hanno permesso la nascita dei figli. Ritornano al momento di festa dell’unione civile celebrata da Nichi Vendola e cercano, tra diverse sensibilità, i nomi da dare alle persone delle famiglie allargate nate con le tecniche di procreazione assistita.

A pugni chiusi

(2016, Pierpaolo De Sanctis)

La parabola artistica ed esistenziale di Lou Castel in Italia, il paese dove l'artista di origini svedesi si è formato come attore, diventando, nell'immaginario collettivo, il volto simbolo del cinema della contestazione di Bellocchio, Cavani, Samperi. Un vissuto “intrappolato” tra due personaggi emblematici entrambi diretti da Marco Bellocchio: l'Alessandro dell'esordio con I pugni in tasca (1965, film-manifesto di una generazione che stava per esplodere di lì a poco con il '68) e il Giovanni della rinascita con Gli occhi, la bocca (1982, l'inizio di una seconda carriera dopo la stagione della militanza politica degli anni '70).
Attraversando una Roma sospesa, a metà tra archeologia post-industriale e relitti pasoliniani, Castel si apre ad un lungo flusso di (in)coscienza sulla complessità e le contraddizioni del suo ruolo d'attore e, insieme, di militante politico, in un generoso atto d'amore verso quello che è il suo mestiere oggi, dove recitare non è mai un processo puramente meccanico, ma un modo di stare al mondo, un'occasione di vita, persino un gesto rivoluzionario, di continua affermazione del proprio essere. E dove ogni caduta, ogni crollo, è un’opportunità di rilancio e di apertura verso il nuovo, l’altro.

 

Con: Lou Castel.

Locandina documentario "A pugni chiusi" di Pierpaolo De Sanctis
Locandina documentario "Prima di tutto" di Marco Simon Puccioni

Prima di tutto

(2012, Marco Simon Puccioni)

Prima di Tutto racconta la storia di una famiglia di gay italiani diventati padri di due gemelli grazie all'aiuto di una mamma donatrice e una mamma surrogata, entrambe americane.
Il loro viaggio, iniziato più di tre anni fa, è raccontato in prima persona da Marco, che non solo è il padre donatore del seme, ma anche colui che decide di affrontare questa esperienza di vita così particolare sia come regista, sia come padre e compagno di un altro uomo. Contrariamente alla maggior parte dell'Europa, in Italia gli omosessuali e le famiglie gay non hanno diritti civili. Senza moralismi o falsi pregiudizi, l'avventura esplora le difficoltà, le speranze e il cambiamento di percezione, di sé e degli altri componenti della società, che questa scelta ha apportato nella vita di Marco, del suo compagno Giampietro e dei suoi figli. E proprio da qui parte il viaggio di Marco. Un viaggio alla scoperta di un territorio inesplorato anche per la maggior parte delle famiglie eterosessuali. Più che rappresentare un caso sociale, la sua vicenda e quella del suo compagno, indagano la genitorialità nella sua essenza, a prescindere da sesso, legge, politica e religione.

Il colore delle parole

(2009, Marco Simon Puccioni)

Teodoro è poeta e mediatore culturale, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale. Questi i protagonisti de Il Colore delle parole. Tutti vivono e lavorano in Italia da trent’anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Questo documentario esplora il loro mondo e la condizione di chi si  batte  per il diritto all’integrazione perché “migrare non è un reato!” – come dice uno dei protagonisti. L’Italia tra passato e presente, tra integrazione, razzismo, multiculturalità e senso di auto- rappresentazione delle seconde generazioni – le così dette G2 – che non sanno a quale radice appartenere o preferiscono non definirla.

Con: Teodoro Ndjock Ngana, Steve Emejuru, Martin Congo, Justin Mvondo.

Locandina documentario "Il colore delle parole" di Marco Simon Puccioni
Locandina documentario "A ridosso dei ruderi, i trionfi" di Franco Brocani

A ridosso dei ruderi, i trionfi

(1997, Franco Brocani)

Un viaggio introspettivo tra frammenti e ruderi monumentali di strutture ed impalcature narrative, di film sotterranei e discorsi perduti.

Con: Francesco Carnelutti, Paolo Graziosi, Angelica Ippolito, Roberto Herlitzka.

bottom of page